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Sebenico
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mweaSebenico (mweqmwegAFI: /sebeˈniko/cite-ref-1[1]; mwgain croato mwgqŠibenik, [ˈʃibɛnik]) è una mwgwcittà della Croazia di mwha46 372 abitanti, capoluogo della mwhqregione di Sebenico e Tenin, situata nella regione storica della mwhgDalmazia lungo il mwhwmare Adriatico, presso la foce del fiume mwiaCherca in una baia naturale che è collegata al mare dal mwiqcanale di Sant'Antoniocite-ref-2[2]cite-ref-3[3]cite-ref-4[4]cite-ref-5[5]cite-ref-6[6].

Sebenico è la più antica città fondata dai mwnwcroati sulla costa adriatica, citata per la prima volta su documento nel 1066, dove viene chiamata mwoaKrešimirova, nome in seguito mutato in mwoqŠibenik, poi tradotto in italiano in mwogSebenico.

Nel 1412 Sebenico entrò nei mwpamwpqDomini da Mar della mwpgRepubblica di Venezia, rimanendoci fino alla sua caduta, che avvenne nel 1797.
Dopo la mwqacaduta della Repubblica di Venezia Sebenico entrò a far parte dell'mwqqImpero austriaco in seguito al mwqgtrattato di Campoformio, che venne firmato nel 1797, rimanendovi, salvo un'interruzione dovuta alla dominazione francese durante l'mwqwepoca napoleonica, che in questa zona perdurò dal 1805 al 1813, fino alla fine della mwraprima guerra mondiale (1918), dopo di che entrò a far parte del mwrqRegno di Jugoslavia.

A partire da quest'ultimo evento iniziò l'esodo di una parte consistente degli mwrwitaliani e degli italofoni della Dalmazia, tra cui i sebenicensi italiani, verso mwsaZara, mwsqLagosta, che invece erano annesse al mwsgRegno d'Italia, e verso l'Italia stessa.
Nel 1941, durante l'mwtainvasione della Jugoslavia, operazione militare della mwtqseconda guerra mondiale, Sebenico fu occupata militarmente, così come tutta la Dalmazia, dalle truppe italiane del mwtgRegio Esercito, per poi venire inquadrata nel Regno d'Italia all'interno della mwtwprovincia di Zara, che fu nell'occasione ampliata.

A seconda guerra mondiale terminata, Sebenico è tornata alla mwuqJugoslavia per poi passare, in seguito alla mwugdissoluzione di quest'ultima, alla moderna mwuwCroazia.

A Sebenico sono presenti due edifici storici che sono stati inseriti nell'elenco dei mwvqPatrimoni dell'Umanità dell'mwvgUNESCO, la mwvwcattedrale di San Giacomo e la mwwafortezza di San Nicolò, quest'ultima facente parte del circuito culturale UNESCO delle mwwqmwwgopere di difesa veneziane tra XVI e XVII secolo: Stato da Terra-Stato da Mar occidentale. Come conseguenza, la maggiore risorsa economica di Sebenico è il turismo, il cui peso sull'economia locale è cresciuto costantemente.

Contents

Clima
Storia
Musei
Musica
Eventi
Servizi
Turismo
Strade
Porti
Sport
Note

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Geografia fisica

Territorio

Sebenico è situata presso la foce del fiume mwywCherca in un porto naturale collegato al mare dal mwzacanale di Sant'Antonio, passaggio naturale lungo 2,5mwzq km. La costa dove si trova la città, che è rocciosa e frastagliata, è caratterizzata da un ampio entroterra costituito da terreno fertile.

Il panorama geografico intorno alla città dalmata è quindi vario. Sebenico, che si affaccia direttamente sul mwzwmare Adriatico, è situata lungo una baia naturale dove è stato realizzato il porto, che è da sempre la sua risorsa economica principale. La costa geograficamente di pertinenza del comune di Sebenico è lunga circa 52 km. Sul territorio nei dintorni di Sebenico sono stati istituiti due parchi nazionali, il Parco nazionale delle Incoronate e il mwaqParco nazionale della Cherca. Il circondario della città è anche interessato dal lembo sud-orientale del Parco naturale del lago di Vrana.

La densità media degli abitanti del territorio comunale di Sebenico è pari a 51,5 abitanti/kmmwbw2. Al largo della città è presente l'mwcaarcipelago di Sebenico, gruppo di isole situate nel mwcqmare Adriatico a ovest di Sebenico. Amministrativamente, le isole appartengono alla mwcgregione di Sebenico e Tenin. Le maggiori isole dell'arcipelago sono: mwcwMorter, mwdaZuri, mwdqCacan, mwdgCapri, mwdwSmolan, mweaDiat, mweqProvicchio, mwegZlarino e mwewCrappano, cui si assommano tutti gli isolotti e gli scogli adiacenti alle singole isole maggiori e alla costa dalmata.

Clima

Sebenico ha un mwfgclima di tipo mediterraneo (mwfwClassificazione dei climi di Köppen) che è caratterizzato da un condizioni atmosferiche invernali umide e relativamente miti, e da estati secche. Nella parte costiera della regione il clima è particolarmente mite, condizione climatica che si ripercuote anche sull'immediato entroterra.

Lungo la zona costiera l'insolazione media annua è di circa mwgq2 710 ore, mentre verso l'entroterra questo dato numerico cala. In estate le temperature, che sono relativamente alte, sono mitigate dal mwggmaestrale, vento che spira da nord-ovest. Lungo la costa gli inverni possiedono condizioni climatiche comprese tra il moderatamente freddo e il mite. I mesi di gennaio e di febbraio sono i più freddi dell'anno, mentre luglio e agosto sono i più caldi.

Le mwhaprecipitazioni sono più abbondanti in inverno, mentre le estati sono generalmente secche. Le precipitazioni annue totali si attestano a circa 803 mm. La maggior parte del territorio della regione di Sebenico è dominata dalla mwhqbora, mwhgvento catabatico di provenienza est/nord-est che soffia con particolare intensità, in particolar modo, verso l'mwhwAlto Adriatico e il mwiaMedio Adriatico, nonché il già citato maestrale.

Quelli che seguono sono i dati climatologici salienti della cittàcite-ref-7[7]:

| Sebenico | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Sebenico | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | Anno |
| T. media ( °C ) | 6,8 | 7,4 | 10,0 | 13,6 | 18,4 | 22,2 | 25,0 | 24,6 | 20,6 | 16,3 | 11,7 | 8,2 | 7,5 | 14,0 | 23,9 | 16,2 | 15,4 |
| T. max. assoluta ( °C ) | 21,4 | 22,7 | 26,2 | 28,8 | 34,0 | 37,6 | 38,2 | 39,4 | 35,4 | 30,3 | 28,4 | 20,3 | 22,7 | 34,0 | 39,4 | 35,4 | 39,4 |
| T. min. assoluta ( °C ) | −10,2 | −11,0 | −7,5 | −0,5 | 2,3 | 8,3 | 11,6 | 10,2 | 6,9 | 2,1 | −6,6 | −8,9 | −11,0 | −7,5 | 8,3 | −6,6 | −11,0 |
| Precipitazioni ( mm ) | 74,1 | 60,1 | 62,0 | 62,7 | 49,0 | 53,0 | 29,7 | 44,9 | 75,5 | 82,7 | 112,4 | 95,2 | 229,4 | 173,7 | 127,6 | 270,6 | 801,3 |
| Giorni di pioggia | 10 | 9 | 9 | 10 | 9 | 8 | 5 | 5 | 7 | 9 | 12 | 12 | 31 | 28 | 18 | 28 | 105 |
| Giorni di neve | 1 | 1 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 1 | 3 | 0 | 0 | 0 | 3 |
| Ore di soleggiamento mensili | 128,6 | 150,6 | 196,1 | 222,4 | 286,3 | 312,1 | 358,0 | 326,0 | 254,3 | 199,7 | 131,0 | 113,8 | 393,0 | 704,8 | 996,1 | 585,0 | 2 678,9 |

Origini del nome

Ci sono varie ipotesi che tentano di spiegare l'mwlgetimologia di mwlwŠibenik, nome in lingua croata della città. L'ipotesi maggiormente accettata dagli studiosi, ma con l'indeterminatezza del caso, è quella enunciata dal poeta e umanista italiano mwmaGiorgio Sisgoreo, che nel XV secolo, nella propria opera mwmqDe situ Illiriae et civitate Sibenici, descrisse la geografia e la storia della zona dove sorge la moderna Sebenico. Giorgio Sisgoreo ipotizzò che il nome mwmgŠibenik derivi da "palizzata" (in croato singolare mwmwšiba, plurale mwnašibe), con un richiamo al primo sistema difensivo della cittàcite-ref-8[8].

Una seconda ipotesi lega il toponimo mwogŠibenik al mwowlatino "mwpaSibinicum", nome che gli mwpqantichi Romani diedero genericamente alla regione. Non è tuttavia chiara l'origine di mwpgSibinicum, che a sua volta potrebbe essere derivato da un precedente toponimo, di significato ignoto, usato da una civiltà preesistente per riferirsi alla regionecite-ref-9[9].

Storia

Epoca medievale

Sebenico è la più antica città fondata dai croati sulla costa adriatica. Il primo documento che cita Sebenico risale al 1066. Tale testimonianza scritta si riferisce a una disposizione di re mwsgPetar Krešimir IV di Croazia, che ordinò la protezione del monastero benedettino di Santa Maria a Zara citando anche mwswKrešimirova, nome originario della città, cambiato poi in mwtaŠibenik. A sua volta mwtqKrešimirova deriva da mwtgKrešimirović, ramo cadetto della dinastia dei Trpimirović, a cui apparteneva il sovrano appena citato.

All'epoca mwuaKrešimirova era una piccola comunità il cui centro abitato si sviluppava nei pressi delle moderne rovine della fortezza di San Michele, che si trovano su una ripida scogliera alla foce del fiume Chercacite-ref-10[10]. Nel 1102 il mwvqRegno di Croazia venne mwvgunito in forma personale al mwvwRegno d'Ungheria. Nel 1169 re mwwaStefano III d'Ungheria concesse a mwwqŠibenik il titolo di città e il diritto di coniare moneta.

Nel 1298 fu fondata, tramite a una mwwwbolla pontificia di mwxapapa Bonifacio VIII, la mwxqdiocesi di Sebenico, che fu costituita grazie allo scorporo del suo territorio da quello della mwxgdiocesi di Traù, facendola diventare suffraganea dell'mwxwarcidiocesi di Spalato. Nel 1298, in occasione della fondazione della diocesi di Sebenico, fu deciso di predisporre i primi progetti per la costruzione della mwyacattedrale di San Giacomo, i cui lavori di edificazione iniziarono nel 1402 per poi concludersi, viste le tante interruzioni, nel 1536.

Epoca moderna

Nel 1412 Sebenico passò sotto il dominio della mw0aRepubblica di Venezia, rimanendoci fino alla sua caduta, che avvenne nel 1797. Sebenico era già stata conquistata dalla Repubblica di Venezia nel 1322, rimanendo nei suoi domini fino al 1357, quando fu riconquistata dal Regno di Ungheria.

La Repubblica di Venezia posizionò a Sebenico la sede di una mw0gdogana e decise di fare della città dalmata un importante punto di snodo del mw0wmonopolio del mw1asale, il cui traffico partiva da mw1qChioggia dirigendosi in tutto il Mare Adriatico. Fu durante la seconda epoca veneziana che la città cambiò nome, sui documenti ufficiali, dal croato mw1gŠibenik all'italiano mw1wSebenico.

Durante il secondo periodo veneziano Sebenico diventò un importante centro culturale della Dalmazia. Tra gli umanisti di Sebenico che diedero un importante contributo alla cultura croata ed europea ci furono i mw2qdalmati italiani mw2gNatale Bonifacio, mw2wFrancesco Difnico, mw3aGiorgio Sisgoreo, mw3qAntonio Veranzio, mw3gFausto Veranzio, mw3wTommaseo ed il croato Dinko Zavorović, primo romanziere croato della storiacite-ref-11[11].

La maggior parte degli edifici del moderno storico sono stati costruiti in questa epoca storica, in particolare tra il 1431 e il 1536, principalmente in mw5qstile gotico e in mw5gstile rinascimentalecite-ref-foster-12-0[12].

Nel 1417 Sebenico subì una serie attacco da parte dei mw8aMorlacchi, popolazione appartenente al gruppo dei mw8qValacchi ora ridotti a un esiguo numero, che all'epoca erano diffusi anche nell'entroterra della città. Fu di questa epoca la costruzione delle prime imponenti mura difensive, che fu resa necessaria dai continui scontri tra la Repubblica di Venezia e l'mw8gImpero ottomano, a volte sfociate nelle cosiddette mw8wguerre turco-veneziane, che durarono dal XVI al XVII secolo. L'azione di guerra più cruenta che subì la città fu la battaglia di Sebenico, che avvenne nel 1647 e che rimane una delle azioni di guerra più importanti che siano state combattute nei pressi della città dalmatacite-ref-13[13]cite-ref-14[14].

Fu durante la mw-qguerra di Candia, combattuta tra il 1645 e il 1669 tra la Repubblica di Venezia e l'mw-gImpero ottomano e conosciuta anche come mw-wquinta guerra turco-veneziana, che ebbe come posta in palio il possesso dell'isola di mwaqaCreta, il più grande e più ricco tra i mwaqepossedimenti veneziani d'Oltremare, poi persa dai veneti, che iniziò il processo di migrazione dei Morlacchi dall'entroterra di Sebenico verso la città. A metà del XVI secolo la popolazione di Sebenico fu falcidiata da un'epidemia di peste che causò un declino anche economico che fu poi recuperato grazie a una lenta ma graduale ripresa.

Dopo la mwaqscaduta della Repubblica di Venezia Sebenico entrò a far parte dell'mwaqwImpero austriaco in seguito al mwaq0Congresso di Vienna (1815), che fu convocato dopo la sconfitta di Napoleone, venendo assegnata al mwaq4Regno di Dalmazia, territorio sotto il dominio diretto della corona austriaca, rimandoci fino al termine della mwaq8prima guerra mondiale (1918).

Le autorità asburgiche stabilirono che il Regno di Dalmazia sarebbe stato governato da una propria assemblea, chiamata mwareSabor, con sede a mwariZara, dove si potevano confrontare i due maggiori partiti politici austriaci dell'epoca, ovvero il Partito autonomista e il Partito popolare. La Dalmazia diventò quindi una monarchia, avente come lingua ufficiale il mwarmtedesco, governata da un'élite locale bilingue (italiana e croata).

Come conseguenza della mwaruterza guerra d'indipendenza italiana (1866), che portò all'annessione del mwaryVeneto al Regno d'Italia, l'amministrazione imperiale austriaca, per tutta la seconda metà del XIX secolo, aumentò le ingerenze sulla gestione politica del territorio per attenuare l'influenza del gruppo etnico italiano temendone le mwarccorrenti irredentiste.

Durante la riunione del consiglio dei ministri del 12 novembre 1866 l'imperatore mwarkFrancesco Giuseppe I d'Austria tracciò un progetto di ampio respiro mirante alla mwarogermanizzazione o slavizzazione dell'aree dell'impero con presenza italiana:

«Sua Maestà ha espresso il preciso ordine che si agisca in modo deciso contro l'influenza degli elementi italiani ancora presenti in alcune regioni della Corona e, occupando opportunamente i posti degli impiegati pubblici, giudiziari, dei maestri come pure con l’influenza della stampa, si operi nel

Tirolo del Sud

, in

Dalmazia

e sul

Litorale

per la germanizzazione e la slavizzazione di detti territori a seconda delle circostanze, con energia e senza riguardo alcuno. Sua maestà richiama gli uffici centrali al forte dovere di procedere in questo modo a quanto stabilito.»

(Francesco Giuseppe I d'Austria, consiglio della Corona del 12 novembre 1866cite-ref-15[15]cite-ref-16[16].)

Come prima conseguenza normativa, nel 1872, fu abolito l'uso del nome italiano della città (mwaskSebenico) su tutti i documenti ufficiali, che fu sostituito da quello croato (mwasoŠibenik). Sempre nel 1872, alle prime elezioni del nuovo corso politico, mwassAnte Šupuk divenne il primo sindaco di Sebenico di etnia croata, che ricoprì questa carica dal 1872 al 1882, dal 1886 al 1892 e dal 1896 al 1903. Ante Šupuk ebbe un ruolo importante nel processo di modernizzazione della città.

Nello specifico, Ante Šupuk è ricordato per il progetto, datato 1895, finalizzato alla realizzazione degli impianti pubblici di illuminazione stradale, che furono poi alimentati dalla centrale idroelettrica di Jaruga. A lavori ultimati, il 28 agosto 1895, Sebenico divenne la prima città al mondo ad avere un impianto di illuminazione stradale pubblica funzionante a mwas0corrente alternata, che fu voluto da mwas4Nikola Teslacite-ref-17[17].

Nel 1909 la mwatqlingua italiana venne vietata in tutti gli edifici pubblici e gli italiani furono ufficialmente estromessi dalle amministrazioni comunalicite-ref-treccani-18-0[18]. Quindi anche Sebenico fu coinvolta nel processo di mwatkcroatizzazione della Dalmazia avvenuto durante la dominazione austroungarica. Queste ingerenze, insieme ad altre azioni di favoreggiamento al gruppo etnico slavo ritenuto dall'impero più fedele alla corona, esasperarono la situazione andando ad alimentare le correnti più estremiste e rivoluzionarie.

Epoca contemporanea

Il 6 novembre 1918, dopo la mwauqresa dell'Impero austro-ungarico, le navi da guerra italiane entrarono nel porto di Sebenico congedando le forze armate austroungariche. La regione divenne quindi oggetto di un'aspra contesa, e localmente si acuì all'estremo la tensione fra l'elemento italiano e la maggioranza slava.

L'occupazione italiana durò fino al 12 giugno 1921, quando Sebenico fu ufficialmente annessa al mwaucRegno dei Serbi, Croati e Sloveni senza contestazioni da parte italiana, vista la firma del mwaugtrattato di Rapallo (1920), ritenuto soddisfacente da entrambe le parti, che ratificò la sistemazione del confine in mwaukVenezia Giulia tra Italia Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, nonché delle frontiere dello mwauoStato libero di Fiume, mwauscittà-stato indipendente formata dalla sola municipalità di mwauwFiume.

Come conseguenza, gli italiani rinunciarono ufficialmente alle loro rivendicazioni su Sebenico e sul resto della Dalmazia, la cui parte settentrionale, nel 1919, venne invece assegnata, contro la volontà dell'Italia e a dispetto del mwau4Patto di Londra, al nuovo Regno dei Serbi, Croati e Sloveni. La mancata annessione della Dalmazia all'Italia fu una delle cause di insoddisfazione che portarono alla definizione di "mwau8vittoria mutilata", che venne in parte mitigata dal già citato trattato di Rapallo. Non di meno, nel corso della conferenza del trattato di Rapallo, venne anche avanzata la proposta di creare uno Stato dalmata indipendente di cui Sebenico avrebbe fatto parte, proposta che non ebbe seguito.

Con l'annessione della maggior parte della mwaveDalmazia al mwaviRegno dei Serbi, Croati e Sloveni, si verificò l'esodo di una parte consistente degli mwavmitaliani ed italofoni della Dalmazia verso la città dalmata di mwavqZara l'mwavuisola dalmata di Lagosta (invece annesse al Regno d'Italia) e verso la mwavypenisola italiana stessa. Ai mwavcdalmati italiani rimasti – diverse migliaiacite-ref-19[19] concentrati prevalentemente a mwavwVegliacite-ref-20[20], Sebenico, mwaweSpalato, mwawiTraù, mwawmRagusa e in alcune isole – fu concesso il diritto di richiedere la cittadinanza italiana – rinunciando a quella jugoslava – grazie ad alcune clausole contenute nel mwawqtrattato di Rapallo (1920), che consentiva loro di rimanere nel Regno dei Serbi, Croati e Sloveni senza dover emigrare verso l'Italia.

Dato che la città dalmata di Zara fu annessa al Regno d'Italia, Sebenico assorbì gran parte del traffico portuale di quest'ultima, un tempo destinato all'entroterra dell'Impero austroungarico, trasformandosi gradualmente in un importante porto del Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, poi diventato mwawsRegno di Jugoslavia.

Il 15 aprile 1941, durante l'mwaw0invasione della Jugoslavia, operazione militare della mwaw4seconda guerra mondiale, Sebenico fu occupata militarmente, così come tutta la Dalmazia, dalle truppe italiane del mwaw8Regio Esercito. Poco dopo il governo italiano istituì il mwaxaGovernatorato della Dalmazia, divisione amministrativa che esistette tra l'aprile 1941 e il settembre 1943 e che comprendeva la mwaxeprovincia italiana di Spalato e la mwaxiprovincia italiana di Cattaro, entrambe costituite nell'occasione, mentre la già esistente mwaxmprovincia italiana di Zara fu notevolmente ampliata comprendendo ora anche Sebenicocite-ref-21[21]

Il Governatorato della Dalmazia fu la riproposizione dell'omonimo ed effimero istituto impiantato dagli italiani in Dalmazia all'indomani della sconfitta dell'mwaxkAustria-Ungheria del 4 novembre 1918, e sgomberato in seguito agli accordi italo-jugoslavi sfociati nel Trattato di Rapallo (1920). Dall'aprile 1941 iniziarono a formarsi le prime organizzazioni mwaxopartigiane, che confluirono poi nella mwaxsEsercito Popolare di Liberazione della Jugoslavia.

Dopo il mwax0proclama Badoglio dell'8 settembre 1943, con cui si annunciò l'entrata in vigore dell'mwax4armistizio di Cassibile, il Regno d'Italia cessò le ostilità verso gli mwax8Alleati dando inizio di fatto alla mwayaresistenza italiana contro il mwayenazifascismo. Sebenico fu quindi occupata dalle truppe tedesche, ora diventate nemiche degli italiani.

I tedeschi istituirono subito dopo, sul territorio di alcune provincie italiane, la mwaycZona d'operazioni del Litorale adriatico, area di operazione militare sottoposta a diretto controllo tedesco. Durante questa fase della seconda guerra mondiale, dal 1943 al 1944, Sebenico fu ripetutamente bombardata dagli Alleati. Come conseguenza di questi mwaygbombardamenti strategici, il centro storico della città fu distrutto, incluso il municipio.

Il 3 novembre 1944, poco dopo l'occupazione di Sebenico da parte dell'Esercito Popolare di Liberazione della Jugoslavia, ci fu il rilascio ufficiale, in città, dei partigiani jugoslavi precedentemente arrestati dai nazifascisti. Sebenico diventò sede del mwayoconsiglio antifascista di Stato per la liberazione popolare della Croazia, divenendo mwaysmwaywde facto la capitale della Croazia, mway0status che mantenne dal 31 dicembre 1944 al 13 maggio 1945. Successivamente, con la fine della mway4seconda guerra mondiale, Sebenico entrò a far parte della mway8Repubblica Socialista di Croazia, mwazaStato federato della mwazeRepubblica Socialista Federale di Jugoslavia.

Con il successivo ritorno alla Jugoslavia, Sebenico iniziò a conoscere una fase di crescita economica che portò all'impianto di molte industrie. Vennero effettuati anche investimenti pubblici, come l'apertura del ponte di Sebenico (1963) e la realizzazione dell'mwazcautostrada A1 adriatica, che iniziò a collegare la parte continentale della Jugoslavia con la parte costiera della Dalmazia passando anche da Sebenico.

Anche dopo l'annessione di Sebenico alla Jugoslavia continuò il processo di croatizzazione della città, il cui evento più eclatante fu la distruzione della statua eretta in onore del linguista, scrittore e patriota sebenicense di etnia italiana mwazkNiccolò Tommaseo, che era situata nella piazza dove sorge il parco cittadino. Al suo posto oggi sorge una statua differente.

La posizione geografica di Sebenico diventò notevolmente più strategica, anche da un punto di vista economico. Nel 1979, in questo contesto di crescita economica, a Sebenico si svolsero una parte delle gare degli mwazsVIII Giochi del Mediterraneo, la cui sede principale era mwazwSpalato. L'edizione dei Giochi tenutasi a Spalato viene considerata come un'edizione croata, sebbene la nazione ospitante fosse ai tempi la Jugoslavia.

Durante la mwaz4guerra d'indipendenza croata (1991-1995), che contribuì a portare alla mwaz8dissoluzione della Jugoslavia, Sebenico e il suo territorio circostante furono coinvolti in modo diretto, visto che in più fasi del conflitto, soprattutto in quelle iniziali, il fronte di guerra passava in tale zona. Qui avvenne, tra l'altro, la battaglia di Sebenico (16-23 settembre 1991), spesso definita la "battaglia di settembre", che rappresentò la prima vittoria delle neo costituite mwaaaForze armate della Repubblica di Croazia contro l'mwaaeesercito jugoslavo e le truppe paramilitari della mwaaiRepubblica Serba di Krajina, Stato secessionista della Repubblica Socialista di Croazia, che ormai aveva dichiarato l'indipendenza. Sebbene sotto armati, il nascente esercito croato e gli abitanti di Sebenico riuscirono a difendere la città.

I bombardamenti danneggiarono numerosi edifici e monumenti, tra cui la cupola della cattedrale di San Giacomo e il mwaaqteatro, che è stato costruito nel 1870. Durante un'operazione militare compiuta nell'agosto 1995 l'esercito croato sconfisse le forze serbe riconquistando le aree precedentemente occupate. Ciò permise alla regione di riprendersi dalle sofferenze patite durante il conflitto prima che la guerra terminasse, permettendo l'inizio della sua ripresa economica, che continuò costantemente fino a far raggiungere alla regione una situazione economica stabile e di benessere, consolidato soprattutto dal turismo. Da allora, le aree danneggiate della città sono infatti state completamente restaurate.

Monumenti e luoghi d'interesse

A Sebenico sono presenti due edifici che sono stati inseriti nell'elenco dei mwaasPatrimoni dell'Umanità dell'mwaawUNESCO, la mwaa0cattedrale di San Giacomo e la mwaa4fortezza di San Nicolò, quest'ultima facente parte del circuito culturale UNESCO delle mwaa8mwabaopere di difesa veneziane tra XVI e XVII secolo: Stato da Terra-Stato da Mar occidentale. La motivazione dell'inserimento nella mwabelista dell'UNESCO della cattedrale di Sebenico è stata la seguentecite-ref-22[22]:

«Criterio I - Le caratteristiche strutturali della cattedrale di San Giacomo a Sebenico ne fanno un edificio unico ed eccezionale in cui le forme gotiche e rinascimentali sono state fuse armonicamente.

Criterio II - La cattedrale di San Giacomo è il risultato fecondo di intensi scambi fra tre regioni culturalmente diverse: l'Italia centro-settentrionale, la Dalmazia e la Toscana nei secoli XV e XVI. Questi interscambi hanno creato le condizioni per soluzioni uniche ed eccezionali ai problemi tecnici e strutturali relativi alla costruzione della copertura e della cupola

Criterio IV - La cattedrale di San Giacomo a Sebenico è una testimonianza unica del passaggio dal Gotico al Rinascimento in un'architettura religiosa.»

(Motivazioni per l'iscrizione della cattedrale di Sebenico nei beni patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO)

Lo stato veneziano era infatti suddiviso in mwabwtre ripartizioni, lo mwab0mwab4Stato da Tera, che erano i territori conquistati dalla mwab8Repubblica di Venezia nell'entroterra padano-veneto, lo mwacamwaceStato da Màr, ovvero i suoi domini marittimi, cioè i territori oggetto del primo moto d'espansione del potere veneziano (l'mwaciIstria, la mwacmDalmazia, l'mwacqAlbania Veneta, la mwacuMorea, le mwacyisole Egee, le mwaccisole Ionie, mwacgCandia e mwackCipro) e infine il mwacomwacsDogado, ossia il territorio metropolitano della capitale mwacwVenezia.

La fortezza di San Nicolò fa parte, insieme ad altre cinque fortezze distribuite tra l'mwac4Italia, la mwac8Croazia e il mwadaMontenegro, distanti fino a mwade1 000 km, che sono situati dalla mwadiLombardia all'estrema costa adriatica orientale. Le fortificazioni erano sorte nello mwadmmwadqStato da Terra per proteggere la mwaduRepubblica di Venezia dalle potenze europee che avrebbero potuto attaccare da nord-ovest, mentre quelle dello mwadymwadcStato da Mar per proteggere le vie marittime e i porti del mwadgMare Adriatico dalle incursioni provenienti da oriente. Tutte queste opere difensive erano necessarie per sostenere l'espansione e l'autorità della Repubblica di Venezia. Peculiarità architettonica di Sebenico è la presenza di scalinate negli antichi vicoli del centro storico, che sono costituite complessivamente da circa mwadk2 800 gradini.

Architetture religiose

Cattedrale di San Giacomo
La costruzione della mwaemcattedrale di San Giacomo venne iniziata nel 1431 su un edificio preesistente. La sua edificazione venne affidata a mwaeqGiorgio Orsini. Realizzata con pietre provenienti dalle isole di mwaeuBrazza, mwaeyCurzola, mwaecArbe e mwaegVeglia, fu terminata nel 1536 da mwaekNiccolò Fiorentino.

Intorno alla cattedrale, esternamente alle mwaewabsidi, corre un fregio scolpito con teste realistiche raffiguranti 71 abitanti precisi che dimoravano in città all'epoca della costruzione della chiesa. All'interno vi è un notevole mwae0fonte battesimale sorretto da tre angeli disegnati da Giorgio Orsini e realizzati da mwae4Andrea Alessi.

Nella piazza dove sorge la cattedrale è situata una statua dedicata a Giorgio Orsini, che è stata realizzata in tempio recenti da mwafeIvan Meštrović. Come già accennato, prima della seconda guerra mondiale, era anche presente una statua eretta in onore dello scrittore sebenicense mwafiNiccolò Tommaseo, poi abbattuta in quanto simbolo di italianità. Nel 2000 la cattedrale di San Giacomo è stata inclusa nella lista dei mwafmpatrimoni dell'umanità dell'mwafqUNESCO.

Santuario di San Nicola
Questo complesso religioso, che è dedicato a san mwafgNicola Tavelić, primo santo croato, canonizzato il 21 giugno 1970 da mwafkpapa Paolo VI, è uno dei santuari più importanti della costa dalmata. Il monastero, e la chiesa che si trova all'interno del santuario, sono dedicati a san mwafoFrancesco d'Assisi. In particolare, la chiesa di San Francesco fu eretta nella seconda metà del XV secolo nella parte sud-orientale del centro storico, nei pressi del mare. Fu intorno ad essa che si sviluppò poi l'intero santuario.

Palazzo Vescovile di Sebenico
In stile gotico-rinascimentale, è stato realizzato nella seconda metà del XV secolo. I costanti lavori di rammodernamento che si sono svolti nei secoli ne hanno fatto perdere l'aspetto originale. Le uniche parti risalenti al tempo della costruzione che sono giunte sino a noi sono la facciata e il portale principale d'ingresso.

Chiesa del Santo Spirito
La chiesa del Santo Spirito si trova in pieno centro storico. Realizzata sui resti di un edificio religioso più antico, che risaliva al Medioevo, fu danneggiata nel 1458 da un grande incendio che distrusse un gran numero di edifici. Venne realizzata praticamente ex novo a partire dal XVI secolo.

Chiesa di San Nicola
La chiesa di San Nicola era originariamente di riferimento per la confraternita dei marinai e dei costruttori navali di Sebenico. Costruita nel XVII secolo in mwaggstile barocco, si trova nei pressi del luogo dove anticamente era situato il vecchio cantiere navale di Sebenico. Di rilievo artistico e architettonico è anche il suo campanile, che è stato eretto nel 1672.

Chiesa di San Giorgio
La chiesa di San Giorgio è uno dei più antichi edifici sacri di Sebenico, dato che è stata innalzata nel XIV secolo in stile misto mwagwromanico-gotico. Dedicata a san mwag0Giorgio di Matteo, si trova in pieno centro storico in una delle vie antiche della città, che nel Medioevo era chiamata mwag4Camerino. Essa era all'epoca una delle vie di comunicazione più importanti della Sebenico medievale.

Chiesa di Santa Barbara
La chiesa di Santa Barbara si trova non lontano dalla cattedrale lungo una strada che poi converge verso l'antica piazza principale della città (oggi chiamata mwahyTrg Republike Hrvatske). Inizialmente dedicata a san mwahcBenedetto da Norcia, la chiesa fu poi intitolata a mwahgsan Nicola di Bari perché apparteneva all'omonima abbazia, che era situata nei pressi della fortezza di San Nicola.

Chiesa di San Crisogono
Risalente al XII secolo, è situata nel pieno centro storico di Sebenico. È il più antico edificio religioso presente a Sebenico, originariamente costruito in stile romanico, venendo menzionato per la prima volta nel 1124.

Monasteri benedettini di Santa Lucia e di San Salvezza
Fondato nel 1639, il monastero di Santa Lucia possiede alcuni elementi architettonici risalenti a un precedente monastero romanico realizzato nel XII secolo. Dedicato a mwaimsanta Lucia, questo monastero è stato estremamente importante per lo sviluppo dell'istruzione a Sebenico. Il Monastero di Santa Lucia è il secondo convento benedettino a Sebenico per antichità. Il più antico è infatti il piccolo convento annesso alla chiesa di San Salvezza, che è stato istituito nel XIV secolo.

Architetture civili

Loggia Grande
A lato della cattedrale si trova la mwai0Loggia Grande, sede del consiglio comunale in epoca veneziana, originariamente costruita tra il 1533 e il 1546 da mwai4Michele Sammicheli, ma ricostruita fedelmente dopo la distruzione nel 1943 che avvenne in seguito a un mwai8bombardamento.

Piccola Loggia
Fu costruita nel XVI secolo sul lato est della piazza principale della città vecchia, tra il municipio di Sebenico e la cattedrale. La Piccola Loggia serviva come sede per le aste pubbliche e come luogo dove venivano effettuate le chiamate di corte. La colonna centrale del porticato fungeva anche da "colonna di vergogna" (la cosiddetta "berlina"), dove erano legati i delinquenti.

Architetture militari

Fortezza di San Nicolò
La mwaj4fortezza di San Nicolò è un mwaj8forte marittimo venne costruito dalla mwakaRepubblica di Venezia nel XVI secolo sull'isola di Ljuljevac, che si trova di fronte al faro della spiaggia di punta Sant'Andreacite-ref-alberi724-23-0[23]cite-ref-24[24]cite-ref-rizzi495-25-0[25] (mwak4rt Jadrija), sul lato sinistro (meridionale) dello sbocco del mwak8canale marittimo di Sant'Antoniocite-ref-alberi724-23-1[23] (mwalqkanal Sv. Ante), il quale conduce alla città di Sebenico.cite-ref-26[26]. La struttura mwalkrinascimentale costituisce uno dei rari esempi di fortificazione a forma triangolare,cite-ref-mega-143-27-0[27] nonché una delle prime realizzazioni della cosiddetta mwal4opera a corno o a tenagliacite-ref-mega-148-28-0[28]. Dal 9 luglio 2017 la fortezza di San Nicolò è stata riconosciuta dall'mwammUNESCO quale mwamqpatrimonio mondiale dell'umanità all'interno del circuito culturale UNESCO delle mwamumwamyopere di difesa veneziane tra XVI e XVII secolo: Stato da Terra-Stato da Mar occidentalecite-ref-29[29].

Fortezza di San Michele
La città è dominata dai resti della fortezza di San Michele, collocata su un'altura alla quale si arriva salendo per la città vecchia. Sorge su una collina rocciosa alta 70 m sopra il livello del mare ed è stato per secoli il centro militare di Sebenico. In questo luogo sono stati trovati i reperti archeologici più antichi di Sebenico, che risalgono al Medioevo, epoca di fondazione della città. Alcuni di essi sono legati alla prima fortezza costruita a Sebenico che serviva a difendere la primigenia comunità di mwam4Krešimirova, che ha dato poi origine alla città moderna. La fortezza di San Michele viene citata per la prima volta, sui documenti, nell'anno 998.

Fortezza Barone
Si trova a nord della città vecchia a poche centinaia di metri a sud-est della fortezza di Santa Ivana. Si trova a 80 metri sul livello del mare, su una collina dove in precedenza era situata una piccola chiesa dedicata a San Giorgio. Costruita nel 1646, fu chiamata in questo modo in onore del barone Cristoph Martin von Degenfeld, nobile tedesco al servizio della Repubblica di Venezia.

Fortezza di Santa Ivana
La fortezza di Santa Ivana si trova in cima alla collina a nord della città vecchia di Sebenico, a 115 metri sul livello del mare. Prende il nome dalla cappella di Santa Ivana, piccolo edificio religioso esistente fin dal 1638 che fu demolito proprio per la costruzione del forte. La fortezza fu eretta nel 1646 contemporaneamente alla costruzione della fortezza del Barone. Con essa ha svolta un ruolo fondamentale nel difendere Sebenico dagli attacchi dell'Impero ottomano.

Aree verdi

Su parte del territorio periferico di Sebenico sono stati istituiti due parchi nazionali, il Parco nazionale delle Incoronate e il mwansParco nazionale della Cherca, mentre il circondario della città è anche interessato dal lembo sud-orientale del Parco naturale del lago di Vranskocite-ref-30[30]. Tutte queste aree verdi sono ricche di flora, fauna, scorci naturali di rilievo ambientale, come cascate, e di siti archeologici e storici.

A Sebenico è presente il Parco Memoriale Šubićevac, dal nome in croato della fortezza Barone (mwaoetvrđava Šubićevac), parco comunale inaugurato nel 1962 e dedicato agli eccidi che fecero i mwaoifascisti italiani tra il 1941 e il 1943. Nei pressi della fortezza Barone, durante la seconda guerra mondiale, vennero giustiziati molti patrioti croati antifascisti.

Degne di nota sono le mwaogisole Incoronate, che sono situate a ovest di Sebenico e che non hanno insediamenti abitativi permanenti. Comprendono circa centocinquanta isole localizzate su un'area marina di 320 kmmwaok2 facendone il più denso mwaooarcipelago del mwaosMar Mediterraneo.

Le isole Incoronate sono comprese tra mwao0Zara e l'mwao4arcipelago di Sebenicocite-ref-31[31]. Nel 1980 ottantanove fra isole, isolotti e scoglicite-ref-32[32], e la loro area marina circostante, sono state dichiarate mwapcparco nazionalecite-ref-33[33]. Due terzi del parco nazionale delle isole Incoronate è situato nell'mwapwisola Incoronata, isola principale dell'arcipelago, che è l'unica con una fonte di acqua potabile.

A volte anche le isole Incoronate sono elencate come facenti parte dell'mwap4arcipelago di Sebenico, gruppo di isole situate di fronte alla città, in quanto amministrativamente appartengono al comune di mwap8Morter-Incoronate.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti (migliaia):cite-ref-34[34]

Etnie e minoranze straniere

Secondo il censimento ufficiale croato del 2011, la città di Sebenico contava mwaqk43 332 abitanti totali, di cui mwaqo34 302 insediati nei centri urbani al di fuori dell'abitato di Sebenico propriamente detto. Nell'anno in questione la composizione etnica era formata da croati (corrispondente al 94,6% della popolazione totale), seguiti dai serbi (3,1%) e da altre etnie straniere, che hanno un peso sempre minore in termini di percentuali. Secondo il censimento del 2001 i dati erano invece di mwaqs51 553 abitanti totali (con il 94% di croati e il 3% di serbi).

La presenza autoctona di italiani

Secondo il linguista mwaq8Matteo Bartoli, all'inizio delle mwaraguerre napoleoniche (1803), l'mwareitaliano era l'idioma parlato come prima lingua da circa il 33% della popolazione dalmatacite-ref-35[35]cite-ref-36[36]. Secondo il censimento austriaco del 1865 la percentuale dei mwarodalmati italiani raggiungeva il 12,5% del totale nella regione.cite-ref-37[37]

A Sebenico, a fine mwasaottocento, secondo i successivi censimenti austriaci, la popolazione italiana era maggioritaria nella città vecchia (circa il 55% degli abitanti era di etnia italiana), pur risultando minoritaria a livello di comune compresi tutti i sobborghi (qui la percentuale era di circa il 20%)cite-ref-38[38]. Dopo la mwasuprima guerra mondiale e l'annessione della città al mwasyRegno di Jugoslavia, iniziò l'esodo di gran parte della popolazione dalmata di madrelingua italiana, soprattutto verso mwascZara, mwasgLagosta e verso l'mwaskIstria. In seguito alla mwasoseconda guerra mondiale, la popolazione italiana scomparve quasi completamente con il nuovo mwassesodo giuliano dalmata.

Oggi a Sebenico sono rimasti pochissimi italiani, 16 persone, ossia lo 0,03% secondo il censimento del 2011cite-ref-39[39]cite-ref-40[40], che si appoggiano alla vicina mwatumwatyComunità italiana di mwatcSpalatocite-ref-41[41].

Lingue e dialetti

La mwat4madrelingua più diffusa è il croato, che è parlato dal 98,25% della popolazione, seguono poi altre lingue che raggiungono complessivamente l'1,75%.

| % | Ripartizione linguistica (gruppi principali) [ 42 ] |
|---|---|
| 0,19% | madrelingua bosniaca |
| 0,06% | madrelingua tedesca |
| 98,25% | madrelingua croata |
| 0,04% | madrelingua italiana |
| 0,09% | madrelingua macedone |
| 0,35% | madrelingua albanese |
| 0,36% | madrelingua serba |

Cultura

Istruzione

A Sebenico sono presenti nove plessi scolastici di mwau8istruzione primaria e nove di mwavaistruzione secondaria, nonché un plesso universitario, il Politecnico di Sebenico.

Musei

Il Museo Civico di Sebenicocite-ref-43[43] è uno mwavcspazio espositivo fondato nel 1925 costituito dalle sezioni di mwavgarcheologia, storico antica, mwavkstoria moderna, mwavostoria contemporanea e mwavsetnografia che è ospitato all'interno del Palazzo della Principessa. All'interno del museo è anche presente un laboratorio che si occupa del restauro e della conservazione dei reperti. La sua finalità è la costante raccolta, conservazione ed esposizione del patrimonio culturale e storico della mwavwRegione di Sebenico e Tenin. Le collezioni comprendono numerosi oggetti di grande valore storico che sono stati fondamentali per lo studio della storia di Sebenico, dai tempi più antichi ai giorni nostri.

Sebenico possiede altri tre musei, tutti ospitati in edifici religiosi: nella chiesa di San Giorgio (museo di arte), nella chiesa di Santa Barbara (museo di arte sacra) e nella chiesa di San Crisogono (galleria d'arte).

Musica

Durante gli anni sessanta e gli anni settanta del XX secolo Sebenico fu alla ribalta nazionale jugoslava per la sua produzione musicale. I cantanti più famosi, originari e operanti a Sebenico, furono Mišo Kovač, mwawaArsen Dedić e mwaweVice Vukov. Questa poliedrica e storica cultura musicale ha dato poi origine all'organizzazione, costante negli anni, di eventi musicali differenti e variegati.

Eventi

A Sebenico si tiene regolarmente, dal 1960, il mwawqFestival internazionale dei bambini (in croato, mwawuMeđunarodni Dječji Festival), che inizia il 2 giugno continuando per due settimane. È l'evento culturale più importante della città. Il festival comprende eventi artistici legati alla danza, al teatro e all'arte in generale dove sono protagonisti artisti e compagnie di fama internazionale.

In genere questi eventi vengono organizzati all'interno della fortezza di San Michele. Nel 2016 si è aggiunto un nuovo evento organizzato a mwawcObognano, isolotto disabitato situato a est della città e facente parte dell'mwawgarcipelago di Sebenico, che comprende momenti musicali, attività ludiche e manifestazioni artistiche.

Il già citato mwawoArsen Dedić, uno degli autori musicali più acclamati della Croazia, ha fondato il mwawsFestival della canzone dalmata (in croato mwawwStvori Festival dalmatinske šansone), che è organizzato verso la metà di agosto e che presto si è guadagnato un'importante spazio nel panorama musicale croato.

Il compositore croato Jakov Gotovac, nel 1922, fondò la mwaw4Società filarmonica, importante riferimento musicale della città. Il compositore mwaw8Franz von Suppé, sebbene nativo di mwaxaSpalato, visse la sua carriera musicale a Sebenico contribuendo a far crescere la cultura musicale sebenicense.

Geografia antropica

Suddivisioni storiche

Il comune di Sebenico è suddiviso in circoscrizioni cittadine (per il territorio urbano. In croato sono chiamate mwaxggradski kotari), e in comitati locali (per il territorio suburbano. In croato sono chiamate mwaxkmjesni odbori), che sono elencati qui sotto (tra parentesi il nome in mwaxolingua italiana):

• Baldekin (mwax0Baldacchino)
• Bioci (mwax8Terre Bianche)
• Crnica (mwayeTerra Nera)
• Klobušac (mwaymI Frati)
• Križ (mwayuSanta Croce)
• Mandalina (mwaycSanta Maddalena)
• Meterize (mwaykLe Meterisse)
• Mažurica (mwaysMaggiorìa)
• Pušac (mway0San Francesco)
• Rokić (mway8San Rocco)
• Skopinac (mwazeVescovà)
• Vidici (mwazmSan Vito)

Storicamente, il centro storico di Sebenico è stato suddiviso nei seguenti rioni: Borgo di Mare (mwazuDolac), Borgo di Terra (mwazyVaroš), Città Vecchia (mwazcGrad) e Città Alta (mwazgGorica)cite-ref-44[44].

Moderne località

Il comune di Sebenico è costituito da 32 insediamenti (mwaz8naselja)cite-ref-45[45], di seguito elencati. Tra parentesi il nome in lingua italiana, che a volte è desueto.

• Boraja (Boraia), 249 ab.
• Brnjica (Bergnizza), 72 ab.
• Brodarica (Brodarizzacite-ref-46[46]), 2.137 ab.
• Čvrljevo (Ciurglievo), 64 ab.
• Donje polje (Campo d'Abbassocite-ref-gemeindelexikon1-47-0[47]), 267 ab.
• Jadrtovac (Castell'Andreiscite-ref-48[48]cite-ref-andreis-49-0[49]), 171 ab.
• Kaprije (Capricite-ref-gemeindelexikon1-47-1[47]cite-ref-50[50]cite-ref-touring-club-italiano-2004-p-142-51-0[51] o Capri di Dalmazia, Capriecite-ref-ordinanza-52-0[52]), 189 ab.
• Konjevrate (Cognoratacite-ref-53[53] o Cognevrata), 173 ab.
• Krapanj (Crappanocite-ref-ordinanza-52-1[52]cite-ref-54[54]cite-ref-55[55]), 170 ab.
• Danilo, 376 ab.

• Danilo Biranj (Danilo Biragni), 442 ab.
• Danilo Kraljice (Danilo Craglizze), 104 ab.
• Dubrava kod Šibenika (Dubrava di Sebenico), 1.185 ab.
• Goriš (Goris), 147 ab.
• Gradina, 303 ab.
• Grebaštica (Grebastizza o Sebenico Vecchiocite-ref-dario-alberi-2008-p-691-56-0[56]), 937 ab.
• Lepenica (Lepenizza), 68 ab.
• Lozovac (Losovaz), 368 ab.
• Mravnice (Marvenizze), 70 ab.
• Perković (Percovichcite-ref-57[57]cite-ref-58[58]), 111 ab.
• Podine, 26 ab.
• Radonić (Radonich), 79 ab.
• Raslina (Rassinacite-ref-59[59]), 567 ab.
• Šibenik (Sebenico), sede civica e comunale, 34.302 ab.
• Zlarin (Slarino o Zlarinocite-ref-touring-club-italiano-2004-p-142-51-1[51]cite-ref-60[60]), 284 ab.
• Sitno Donje (Sitno Inferiore), 561 ab.
• Slivno, 110 ab.
• Vrpolje (Verpogliecite-ref-ordinanza-52-2[52]cite-ref-61[61]), 776 ab.
• Vrsno (Versno), 67 ab.
• Žaborić (Zaboricicite-ref-dario-alberi-2008-p-691-56-1[56] o Zaborich), 479 ab.
• Zaton (Zattoncite-ref-62[62]), 978 ab.
• Žirje (Zuricite-ref-63[63]cite-ref-kuk-64-0[64]), 103 ab.

Economia

Generalità

Secondo i dati della mwa8qcamera di commercio croata, nel 2010, a Sebenico, erano registrate 838 società, di cui 3 di grandi dimensioni, 12 di medie dimensioni e 823 di piccole dimensioni. Delle 838 società totali, 799 erano a mwa8uresponsabilità limitata, 16 sono mwa8ysocietà per azioni, 14 erano mwa8cistituzioni e 8 erano mwa8gsocietà pubbliche. Secondo il registro centrale degli artigiani, nel 2010, a Sebenico, erano registrati mwa8k1 321 artigiani.

Sebenico è il punto di riferimento economico, nonché culturale, educativo e amministrativo, della mwa8sregione di Sebenico e Tenin, mwa8wregione della Croazia di cui Sebenico è il capoluogo. La maggiore risorsa economica di Sebenico è diventata il turismo, per cui le autorità pubbliche e i soggetti privati hanno investito importanti capitali che hanno dato i loro frutti.

Servizi

Fino agli anni 1980 il porto di Sebenico era tra i più importanti della mwa88Jugoslavia. Come conseguenza, si era creato anche un importante tessuto industriale, che è andato in profonda crisi negli anni novanta dello stesso secolo insieme al porto, che ha subito un forte ridimensionamento. Il porto di Sebenico è stato poi pesantemente danneggiato dalle azioni militari durante le mwa9aguerre jugoslave, che portarono alla graduale dissoluzione della Jugoslavia.

Dal 2014 e il 2015 è stata realizzata una sistemazione, che ha previsto anche un ampliamento delle strutture esistenti, finalizzata ad aumentarne la capacità ricettiva, soprattutto per quanto riguarda il traffico crocieristicocite-ref-65[65].

Turismo

Grazie agli investimenti effettuati dal comune di Sebenico, potenziamento del porto compreso, il turismo è cresciuto e continua ad aumentare costantemente. Anche gli investimenti dei privati hanno avuto esito favorevole, concretizzandosi nella costrizione di diverse strutture ricettive, perlopiù alberghi e resort, edificati lungo la riviera di Sebenico e nei vicini comuni di mwa9gVodizze, mwa9kCapocesto, mwa9oRogosnizza nonché sulle isole di mwa9sZlarino e di mwa9wProvicchio.

Infrastrutture e trasporti

Sebenico possiede infrastrutture legate ai trasporti che sono state potenziate negli ultimi decenni permettendo all'economia della zona, soprattutto quella turistica, di crescere costantemente.

Strade

L'infrastruttura viaria più importante per Sebenico è la mwa-estrada Maestra Adriatica, via di comunicazione che costeggia buona parte della costa orientale del mwa-iMare Adriatico e che appartiene alla mwa-mstrada europea E65. Nel 2005 sono stati ultimati i lavori di prolungamento dell'mwa-qautostrada A1 croata, che ha permesso il collegamento autostradale diretto con mwa-uZagabria.

Ferrovie

Sebenico è servita dalla mwa-klinea ferroviaria Dalmata che giunge sino a mwa-oSpalato. Nel territorio sebenicense sorgono le stazioni di mwa-sSebenico, capolinea della ferrovia, e di mwa-wPercovich, quest'ultima posta al bivio per mwa-0Tenin.

Aeroporti

Gli aeroporti più vicini a Sebenico, che non possiede un aeroporto proprio, sono l'mwa-aaeroporto di Spalato-Castelli (distante 50 km da Sebenico) e l'mwa-eaeroporto di Zara-Zemonico (distante invece 70 km).

Porti

Sebenico è uno dei porti maggiori del Mare Adriatico. Collegato al mare dal mwa-qcanale di Sant'Antonio, ha una profondità massima di 40 metri ed è protetto da una baia situata alla foce del fiume mwa-uCherca. È percorso da circa 50.000 mwa-ytonnellate di portata lorda annue.

Amministrazione

Gemellaggi

Sebenico è gemellata con:

• Kreis Herford;
• mwbayVoiron;
• mwbakVukovar;
• mwbawPineto;
• mwba8Razlog;
• mwbbiVeszprém.

Sport

Società sportive

L'mwbbkHNK Šibenik è il principale club calcistico cittadino, che milita nella mwbboPRVA NHL, il massimo campionato croato di calcio. Altra squadra calcistica di Sebenico è il NK Mihovil Šibenik, che milita nella quarta categoria del calcio croato. Nella pallacanestro maschile sono invece di rilievo il mwbbsKK Jolly Jadranska Banka Šibenik e il mwbbwKK Šibenik (squadra in cui giocò, nei primi anni di carriera, mwbb0Dražen Petrović), entrambi arrivati in mwbb4Premijer liga, massima serie del mwbb8campionato croato di pallacanestro, nonché la squadra di pallacanestro femminile della ZKK Šibenik. Nella pallamano è di rilievo il RK Šibenik 2015, mentre nella pallanuoto maschile il VK Solaris Šibenik, il Vaterpolski klub Šibenik, il VK Adriatic Šibenik e il OVK Adriatic Šibenik.

Impianti sportivi

A Sebenico ci sono circa quaranta impianti sportivi, destinati ai più svariati sport. Sono infatti presenti tre campi da calcio, due piscine (con entrambe le strutture natatorie che hanno sia la parte all'aperto che quella al chiuso), un palazzetto dello sport destinato ai più svariati usi, nove strutture sportive più piccole, due complessi destinati al tennis e alcune piste da bowling.

Note

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Bibliografia

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Collegamenti esterni

• (HR) Sito ufficiale, su sibenik.hr.
• citereftreccani-itSebenico, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
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